Il tuo fondo batte il mercato? Ecco cosa mostrano i dati
Molti fondi della banca promettono di battere l’indice.
Qui guardiamo i dati ufficiali e come tradurli in scelte semplici per un portafoglio più efficiente.
Cosa misurano davvero SPIVA e perché conta
SPIVA (S&P Indices Versus Active) confronta i fondi a gestione attiva con i rispettivi indici di riferimento, correggendo per i fondi “spariti” nel tempo (fusioni o chiusure) e osservando sia i rendimenti assoluti sia quelli aggiustati per il rischio.
Domanda chiave per ogni risparmiatore: il tuo fondo batte il mercato davvero o lo promette soltanto?
Nell’ultima SPIVA Europe Mid-Year 2025 emerge che, a seconda delle categorie, tra il 73% e il 98% dei fondi attivi ha sottoperformato i benchmark (mercato di riferimento del fondo) su 5-10 anni.
Il quadro è ancora più severo quando si guarda al rendimento per unità di rischio (risk-adjusted return). Per chi investe, questo significa che affidarsi a un fondo attivo “medio” offre probabilità ridotte di battere, nel tempo, una semplice replica dell’indice.
Fonte: SPIVA Europe Mid-Year 2025 (S&P Dow Jones Indices)
Link diretto al report: https://www.spglobal.com/spdji/en/documents/spiva/spiva-europe-mid-year-2025.pdf
Perché molti fondi attivi perdono nel tempo (cause strutturali)
I motivi sono in gran parte strutturali, non episodici.
- I costi ricorrenti: commissioni di gestione, eventuali commissioni di performance, costi di distribuzione e retrocessioni riducono il rendimento al netto. Come ricorda l’“aritmetica” di William Sharpe, la gestione attiva nel suo insieme fa il mercato meno i costi.
- La scala: quando un fondo ha successo, attira capitali, ma più asset deve allocare meno opportunità ci sono per generare alfa (extra rendimento).
- L’active share tende a scendere man mano che i fondi crescono e si avvicinano al benchmark per contenere il rischio di carriera, con esiti spesso mediocri.
- Una parte di quella che viene percepita come “abilità” è in realtà esposizione a fattori (value, size, momentum) che spiegano molta della differenza rispetto all’indice. Non è un’accusa, è la normale meccanica dei mercati competitivi.
La persistenza delle performance è davvero così rara
Una domanda ricorrente è: “Ok, la media perde, ma se scelgo i gestori bravi?”
I dati sulla persistenza dicono che restare stabilmente tra i migliori è difficile. Le analisi di continuità delle performance (Persistence Scorecard) mostrano che solo una minoranza dei fondi top in un triennio resta nella fascia top nel triennio successivo.
La ragione è duplice:
- L’ambiente competitivo cambia e i fattori che hanno aiutato ieri possono non aiutare domani;
- I fondi che crescono molto in dimensione spesso devono ridurre il grado di “attività” per gestire i flussi, avvicinandosi al benchmark.
Esistono eccezioni e anomali contesti di mercato (per esempio indici domestici estremamente concentrati in una sola società), ma sono difficili da replicare e non costituiscono una strategia ripetibile per l’investitore medio.
Il rendimento che incassi davvero: comportamento e “gap” investitore
C’è poi la distanza tra ciò che fa lo strumento e ciò che ottiene l’investitore nel mondo reale.
Il cosiddetto performance gap nasce da due forze: timing (comprare dopo i rialzi, vendere durante i ribassi) e trading eccessivo.
I fondi più “attivi” presentano di solito un tracking error maggiore. Questo rende più probabile che l’investitore si lasci guidare dall’emotività e finisca per comprare alto e vendere basso.
Gli indici ampi a basso costo hanno in genere un gap più contenuto, perché riducono l’impulso a intervenire di continuo.
La lezione pratica è semplice: definire regole (piani di accumulo, ribilanciamenti periodici, soglie di intervento) e rispettarle aiuta a catturare il rendimento dello strumento, non solo quello promesso sulla carta.
Cosa fare in pratica: scelte semplici e indipendenti
Parti da obiettivi e orizzonte (che uso avrà il denaro, quando, con quale tolleranza al rischio).
Taglia i costi dove possibile.
Usa una struttura core con ETF ampi, trasparenti e a basso costo per l’esposizione principale ai mercati, poi valuta l’attivo solo dove serve davvero (esigenze specifiche, strategie con chiara logica e processo replicabile).
Metti per iscritto regole di manutenzione (frequenza di ribilanciamento, soglie di deviazione, gestione dei flussi in entrata) e applicale con disciplina per ridurre il performance gap.
Se vuoi verificare se il tuo fondo batte il mercato e quanto pesano i costi, possiamo analizzare insieme portafoglio, esposizioni e alternative più efficienti, con criteri indipendenti e trasparenti.
AVVERTENZE
Prima di investire, valuta attentamente alternative, costi e rischi.
Le scelte finanziarie comportano rischi; prenditi il tempo per decidere con consapevolezza. Ogni decisione d’investimento richiede valutazioni personali su obiettivi e orizzonte temporale.